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Domenica scorsa presso la sala dell’episcopio di Piazza Duomo a Lecce si è tenuto il ritiro di Avvento per i giovani della diocesi organizzato dalla Consulta di pastorale giovanile.

Tema della serata è stato “Hai vinto la mia sordità”. Si è iniziato con il momento di preghiera presieduto dall’arcivescovo Michele Seccia e a seguire la riflessione di don Daniele Bertino, responsabile della pastorale giovanile dei Missionari del Preziosissimo Sangue.

Durante il suo intervento rivolto ai giovani ha proposto una riflessione sul brano del vangelo di Marco 1,1-11 alla luce di alcune tematiche che riguardano la realtà giovanile. Don Daniele è partito dalla sua vita e dal periodo durante il quale non ha voluto ascoltare Dio. La svolta è avvenuta grazie all'incontro con alcune persone che hanno cambiato la sua vita.

Oggi, vivendo l’esperienza di guida nella pastorale giovanile, don Daniele ha raccontato come i giovani sono spesso abbandonati a se stessi e privi di punti di riferimento vivano la loro vita dietro l’apparenza. Un'apparenza fatta tante volte di foto in cui sembrano felici e in cui “tutto va bene”, ma in realtà dietro a tutto si cela tanta solitudine, incomprensione e inadeguatezza fino a diventare “hikikomori” cioè ragazzi e ragazze lontani dal mondo e dalla società e che vivono la loro vita dentro una stanza da letto. Fenomeno che tende a sfociare in alcune malattie come l’anoressia soprattutto tra le ragazze: se non sono magre e alte la loro vita si rivela inutile. Una società che si cela dietro l’apparenza non ha nemmeno tempo per quelle persone sofferenti per cui diventa difficile affrontare quelle situazioni perché ci si sente a disagio e allora si evitano domande.

Dopo il momento di riflessione il gruppo si è spostato presso la cappella di San Gregorio Taumaturgo del Seminario per vivere insieme il momento di adorazione silenziosa in cui ciascun giovane ha provato ad interrogare la sua vita e durante la quale molti giovani ne hanno approfittato per il sacramento della Riconciliazione.

A conclusione c'è stato un momento di condivisione in cui ciascuno ha potuto esprimere liberamente una propria riflessione.

 

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