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La notizia ha fatto il giro d’Italia. Il 14 luglio scorso nella parrocchiale San Nicola di Lizzano, nella diocesi di Taranto si è svolto un rosario, organizzato dalle Sentinelle del Mattino, a favore della famiglia “per difenderla dalle insidie che la minacciano, fra cui il disegno di legge contro l’omotransfobia”, diceva il post sulla pagina parrocchiale.

 

Saputa la notizia, un gruppo di manifestanti ha protestato fuori dall’edificio sacro, affiggendo manifesti dissidenti. Giunti i Carabinieri del posto, che hanno iniziato ad identificare i presenti, è intervenuta la sindaca di Lizzano, Maria Antonietta D’Oria, che si è schierata a difesa di chi protestava. Sulla vicenda è intervenuto ieri il parroco, don Giuseppe Zito, che era stato additato come colui che aveva organizzato il momento di preghiera.

“La preghiera non era contro il decreto né contro le persone di un particolare orientamento sessuale. Non era un discorso di discriminazione o invettiva. Volevano semplicemente pregare a favore della famiglia naturale, nella visione antropologica cristiana, cioè quella fondata da un uomo e una donna. Un rosario organizzato dall’associazione laicale a cui né io né altri sacerdoti abbiamo partecipato. Era un momento loro”.

E sull’arrivo dei Carabinieri, in una manifestazione senza tafferugli, don Giuseppe spiega: “Queste persone avevano occupato molto spazio dei gradini della chiesa, con striscioni e cartelloni, affissi anche sulle colonne del porticato parrocchiale e sulle vetrate della bacheca esterna della parrocchia. Erano messaggi ironici e denigratori. Ho ritenuto di avvisare il maresciallo dei Carabinieri di questa cosa, anche perché era di fatto un’ingerenza indebita, discutibile. Nessuno va a casa di un altro a fare gesti di questo genere. Ho chiamato le forze dell’ordine perché si sincerassero della situazione e loro hanno fatto il loro dovere, niente di più e niente di meno”.

A gettare acqua sul fuoco l’arcivescovo di Taranto, mons. Filippo Santoro che prova a ricucire lo strappo tra il parroco della “San Nicola” di Lizzano e la sindaca del paese. “Auspico un confronto dialogico, franco e costruttivo fra le varie parti per lavorare in un clima di pace e serenità, costruttivo e propositivo per tutta la bella comunità lizzanese. Ho fiducia - scrive in una nota mons. Santoro - nella comunità lizzanese perché si ristabilisca la serenità e il dialogo franco. Mi faccio io stesso promotore di un incontro fra il parroco e il sindaco perché piazza e chiesa a Lizzano continuino ad essere faro di accoglienza, di incontro e di crescita civile”.
Mons. Santoro aggiunge: “Desidero che cresca una Chiesa che sia capace di gettare ‘ponti’ per allacciare rapporti, per costruire opportunità più che ergere muri di separazione. Le persone vanno ‘guardate’ nelle nostre comunità con gli occhi di Dio, nel pieno diritto, cioè, di ricevere, sentire e vivere da figli di Dio in un’unica famiglia dove ciascuno è simile, ma diverso, e dove la diversità di ognuno è un dono per la ricchezza della comunità e dove si vive la fatica quotidiana verso la pienezza che il Vangelo ci indica e che illumina tutti gli aspetti della vita familiare e sociale”.

Poi la sottolineatura: “Così come non si brandisce l’arma della fede al contempo non si può brandire quella di qualsiasi ideologia”.

 

Forum Famiglie Puglia