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“Ascolta popolo mio” è l’invito che risuona nel cuore della Chiesa di Lecce. Una Chiesa che esce per strada, che incontra e si incontra riflettendo su temi portanti della vita ecclesiale diocesana. «La prima forma di missione è proprio l’ascolto – precisa l’arcivescovo Michele Seccia nella sua prima lettera pastorale -: ascoltare l’altro è andare verso di lui, farsi prossimo, entrare in contatto diretto e profondo, e nella prossimità, scaturita dall’ascolto, troviamo già i fondamenti di una missionarietà che è paradigma della vita cristiana».

 

Dall’8 febbraio, con la consegna al clero, al 26 febbraio con la presentazione all’assemblea diocesana, un’altra tappa del percorso, a carattere vicariale, si è conclusa ieri, martedì 12 marzo.

Tre sedi distinte: la vicaria di Squinzano a Campi Salentina presso il Centro pastorale Maria Ausiliatrice; la vicaria di Monteroni presso la parrocchia di Magliano; la vicaria di Vernole presso il Centro pastorale San Michele a Cavallino, la vicaria di Lecce presso la parrocchia San Giovanni Battista.

Anche la vicaria della città ha approfondito i quattro gli ambiti del pastorale, moderati ognuno da una coppia di laici. Massiccia a San Giovanni Battista la presenza degli operatori pastorali delle parrocchie della città.

‘Spiritualità e  liturgia’, per individuare spazi di azione , in modo che la Parola di Dio, ascoltata e celebrata, e l’ascolto fraterno possano accompagnare e guidare la vita e l’impegno pastorale della comunità diocesana.

‘Evangelizzazione e cultura’, per prendere in esame le forme di ascolto verso l’Altro e gli altri, individuando modalità di esperienze di fede al servizio della comunità, con percorsi di prossimità alle famiglie e ai giovani, in particolare.

‘Servizio all’uomo e al territorio’: come la ‘pastorale dell’ascolto’ può diventare l’anima e la guida operativa per il servizio pastorale nei riguardi dei fratelli che soffrono? Quali strumenti per dare risposte efficaci alle domande e ai bisogni del territorio?

‘Presbiterio in ascolto’ (destinato ai sacerdoti) della Parola in modo che possa diventare criterio essenziale di discernimento che animi e indirizzi la vita e le scelte pastorali.

Non un punto di arrivo o di sintesi conclusiva, ma slanci di una riflessione ragionata che possa formare ad una adeguata conoscenza della Parola, affinché possa essere non solo ‘orecchiata’, ma ascoltata nel silenzio della preghiera, contemplata, spezzata e vissuta.

«Nelle parrocchie - citando mons. Seccia -  non mancano iniziative di carità e solidarietà, centri di ascolto, catechesi, di attenzione agli ultimi. Ciò che c’è deve essere fatto bene. Ciò che non c’è lo dobbiamo fare». Partendo dall’ascolto. In attesa di incontrarsi di nuovo il prossimo 26 marzo nell’aula magna “Codacci-Pisanelli” per l’assemblea plenaria conclusiva di questa fase progettuale.

 

Forum Famiglie Puglia