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Ogni vocazione è la realizzazione del sogno di Dio sul suo popolo; e questo, forse, vale in particolar modo per quelle di speciale consacrazione a Dio come il sacerdozio ministeriale:

è Lui che suscita nel cuore di un giovane o di una giovane l’invito a seguirlo e lo può fare attraverso una molteplicità di opportunità, esperienze ecclesiali, persone incontrate, risonanze interiori… ogni storia è sempre diversa, ma quando si compie nella libertà è la maturazione graduale dell’opera d’arte che Dio vuole fare di tutta l’umanità, attraversando – per grazia – le fragilità. Infatti, se una vocazione come quella al sacerdozio ministeriale è la realizzazione del sogno di Dio sul suo popolo essa si estende di generazione in generazione e quindi verso tutti, attraversando le diverse epoche in una comunanza di fede, in maniera universale e allo stesso tempo particolare, a seconda della missione specifica che Dio può affidare.

Volti, storie, parole si intrecciano in un dialogo con Dio nella responsabilità che fa mettere in gioco per Lui, presente in ogni prossimo. Così anche l’ordinazione sacerdotale è la festa di un popolo grato per l’amore di Dio che continua a riversarsi abbondante e donare energie sempre nuove. Capacità di discernere la voce di Dio in mezzo al chiacchiericcio della vita quotidiana, coraggio di andare al di là dell’apparentemente ovvio, desiderio di essere sempre in cammino con Gesù sono ingredienti importanti nell’avventura che ogni vocazione costituisce.

L’ordinazione sacerdotale di Carmelo Gentile, come quella degli altri giovani che in questo periodo vivono la medesima esperienza, è quindi una esperienza di Chiesa aperta allo Spirito. Il percorso formativo nel Seminario arcivescovile durante il triennio liceale e poi quello nel Pontificio Seminario Regionale “Pio XI” di Molfetta sono stati i luoghi educativi nei quali immergersi nell’umanità di Gesù per riversare la gioia del Vangelo in molteplici esperienze a cui il Signore chiamerà questi giovani. Lo stupore per le meraviglie che Dio sa operare, la gratitudine per il suo non dimenticarsi mai del suo popolo e il coraggio di mettersi in gioco per Lui possono essere, così, le tre note fondamentali di questa celebrazione che continuerà nell’unità della preghiera a Dio per la sua Chiesa nella varietà di doni e di carismi.

* rettore del seminario diocesano

 

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