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L’intervento del presidente emerito della Corte costituzionale Franco Gallo ha concluso il 72° convegno nazionale di studio dell’Unione giuristi cattolici italiani (Ugci), organizzato a Lecce giovedì 8 e venerdì 9 giugno sul tema “Le riforme fiscali”.

 

 

 

“La prima impressione che io ho avuto dopo aver ascoltato i diversi interventi e dopo aver letto il testo del disegno di legge delega, complesso e articolato, è che questo disegno di legge per un verso mi ha soddisfatto”, ha detto Gallo, come si legge in un comunicato diffuso oggi. “Quindi - ha spiegato - mi è piaciuta la parte di principio, poi vedremo come sarà sviluppato e attuato, che è relativa alla fissazione dei principi generali in tema di certezza, quello relativo all’abuso del diritto, quello relativo al legittimo affidamento del contribuente, la parte relativa all’integrazione e del contraddittorio, il potenziamento dell’adempimento collaborativo. Guardate che sono argomenti su cui noi dibattiamo da anni e che finalmente è fissato un principio, poi si vedrà come sarà attuato”.
Ma, ha avvertito il presidente emerito, “il disegno di legge delega non ha affrontato alcun fondamentali temi di riforma che gli esperti da tempo indicano”. Tra le pecche, “manca nel suo complesso di una visione coerente ed organica della struttura del sistema tributario”. Manca ad esempio la riforma del catasto: “Tutti i Paesi che tassano fabbricati aggiornano periodicamente le rendite catastali e noi non abbiamo un principio di delega, una norma che stabilisce come vanno aggiornati”. Il disegno di legge non si occupa nemmeno della riforma delle imposte successorie: “Sarebbe necessaria quale importante strumento redistributivo e specie in un contesto di riforma generale”.

Altra carenza, nel pensiero del presidente Gallo, riguarda il regime dell’agricoltura: “Il disegno di legge nulla dice al riguardo, sono confermati così il vecchio regime di imposizione catastale, che è limitato ed è molto ridotto, e l’attuale esenzione da Irpef, che è disposta dal 2017 e che viene ogni anno prorogata dal Parlamento con le leggi di bilancio”. A proposito della flat tax, da realizzare a fine legislatura, Gallo ha osservato: “Un governo come questo che si sta dimostrando attento ai conti non può avere una tassa piatta subito, pura, generalizzata al 15%, perché questo comporterebbe perdite di gettito esorbitanti, stimate nell’ordine di 70, 80 miliardi di euro e quindi non affrontabili nel breve termine”.
Il presidente ha sottolineato: “Nell’affrontare il tema della riforma dell’imposta personale dovremmo tutti essere coscienti che il maggior problema dell’Irpef non è, tanto e solo, la progressività, e cioè l’equità verticale, quanto soprattutto l’equità orizzontale, cioè l’iniquo trattamento differenziato di redditi uguali nell’importo, ma di natura diversa”.
Il prossimo appuntamento con il convegno nazionale dell’Ugci sarà a fine novembre come dichiara il presidente nazionale dell’Unione, Damiano Nocilla : “Nel 2020, purtroppo causa Covid, abbiamo dovuto rinunciare a tenere il nostro convegno nazionale di studi e quindi, abbiamo saltato un anno. Nella nostra tradizione ogni anno, dal 1948, c’è sempre stato un convegno nazionale di studi. Proprio per colmare questa lacuna, quest’anno abbiamo ritenuto opportuno fare due convegni nazionali, uno a Lecce e l’altro sperabilmente a Catania. Coinvolgiamo il Sud, ma noi pensiamo di coinvolgere anche importanti realtà del Nord e del Centro, proprio per trasmettere l’idea che l’Unione è una realtà associativa che insegue la società e non aspetta passivamente che la società venga verso il centro. Intendiamo, pertanto, raggiungere la realtà sociale del nostro Paese anche nella periferia”.

 

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