0
0
0
s2sdefault

 A Lecce, come nel Salento, il nome della Matalena, Maddalena, ricorreva sovente in una circostanza.

 

 

Quando le donne portavano ancora i capelli lunghi, non li lasciavano mai ricadere, sciolti, sulle spalle, salvo la sera prima di mettersi a letto, ma li raccoglievano a crocchia (se fascìanu lu tuppu) dietro la nuca o li intrecciavano in due lunghe trecce spesso, infine, fermate da nastri.

Naturalmente al mattino, appena sveglia, la prima operazione di una donna consisteva nel farsi la testa, cioè raccogliere e fermare i lunghi capelli, anche perché se casualmente sorpresa con i capelli in disordine, non ancora pettinati, sciolti veniva considerata sciattona, trascurata, infingarda, e in tal caso appunto si diceva di lei, in tono di disprezzo: cu ddhri capiddhri pare la Matalena pentita. E in effetti i capelli sciolti erano indizio proprio di pentimento, tant’è che così li portavano le donne nelle processioni penitenziali che si svolgevano in occasione di qualche calamità:

    

La proverbiale Maddalena sarebbe da identificarsi con Maria Maddalena, cioè Maria di Magdala, una delle tre Marie (le altre erano Maria madre di Gesù e Maria di Cleofa che accompagnarono Gesù al Calvario.

Maria Maddalena fu un tempo peccatrice; poi, vedendo i miracoli di Gesù, si pentì e si convertì. Assisté alla sua passione e, nel recare i profumi per imbalsamarlo, ne apprese la resurrezione e la annunciò agli apostoli.

Considerato che Maria Maddalena si pentì dei suoi trascorsi giovanili, bisognerebbe intendere le sue lacrime, non tanto come pianto “continuo, insistente, ma soprattutto come pianto “di pentimento”.

Non è escluso che il significato di tale pianto sia implicito in una frase ricorrente (una volta, almeno) nel linguaggio dialettale leccese: Tandu, poi, fasci lu chiantu te la Matalena, allora, poi, conoscerai le conseguenze di un’azione compiuta, al momento, con estrema leggerezza, oppure per non aver voluto ascoltare il consiglio di chi voleva dissuadertene.   

  

A conferma che il significato di “continuo, insistente” prevale sull’opinabile concetto di “pentimento” […], nel Salento, si cantava:

     Stau nnisulata comu nna campana,                   Sto sola sola come una campana,

     ogne minimu ientu me tae pena;                        ogni filo di vento mi dà pena;

    l’amore me restringe e me trapàna,                   l’amore mi angustia e tutta mi trapassa

    su’ le lacreme mei cchiù de la rena;                   le mie lacrime sono più numerose dei granelli di sabbia

    mo’ ci l’amore miu se nde lluntana,                   ora che l’amore mio se ne allontana,

    fazzu lu chiantu te la Matalena.                         Io farò il pianto della Maddalena.

Un proverbio meteorologico avverte che: Santa Maddalena l’acqua mena, Santa Maddalena porta la pioggia. Sembra che in questo giorno (22 luglio) generalmente piova, in modo insistente, per tutta la giornata. Allora, niente lacrime di pentimento; semplicemente coincidenza di un ricorrente fenomeno atmosferico, che si verifica in un preciso periodo dell’anno, nel giorno in cui, cioè, la Chiesa festeggia Santa Maria Maddalena de’ Pazzi.

   

Santa Maddalena è protettrice delle parrucchiere e dei profumieri.

«Santa Maddalena, a causa del suo pregresso ruolo di peccatrice della carne, viene presa come simbolo della facilità di caduta di certe, o di tute le donne, secondo l’immagine maschilista della cultura contadina: comu santa Matalena, vai a lla vigna e vveni prena, poi modificato in: de santa Matalena vai a lla vigna e vveni prena, ossia come santa Maddalena, vai nel vigneto (a vendemmiare) e torni incinta». (De Donno)

Per approfondimenti: R. Barletta, Quale santo invocare?, Edizioni Grifo, 2013.

 

Forum Famiglie Puglia