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A pochi giorni dall’ordinazione sacerdotale di don Carmelo Gentile, sabato 20 ottobre alle 19, presso la chiesa parrocchiale San Bernardino in Lecce per le mani e la preghiera dell’arcivescovo Michele Seccia, il contributo di Angelo Quarta del gruppo scout Agesci Lequile 1 per conoscere il prossimo novello sacerdote.

 

“In un primo momento non mi ha entusiasmato la richiesta di presentare Carmelo Gentile, prossimo presbitero della Chiesa di Lecce, mentre dopo averlo fatto mi sento di poter dire che sarebbe un esercizio da fare di tanto in tanto sulle persone che amiamo o che comunque ci sono accanto”.

“Il mio gruppo scout (Agesci Lequile 1) nel quale Carmelo svolge il suo servizio da capo, un adulto in formazione continua sul metodo educativo scout, ha avuto una prospettiva privilegiata ed importante per conoscerlo, vale a dire la ‘strada’ che richiama all’esperienza della vita, che non è mai qualcosa di acquisito definitivamente, ma è esperienza da conquistare e gustare giorno dopo giorno, passo dopo passo. Pensiamo dunque di poter dire di averlo conosciuto bene nelle difficoltà della strada. La grande intuizione di coinvolgerlo nella nostra famiglia venne a don Vito Caputo allora nostro assistente. Io e Ilaria, allora capigruppo e capi clan (la 3° fascia d'età su 4 nella quale l'associazione si articola), insieme ad un altro capo storico del nostro gruppo Francesco, lo abbiamo invitato ad avvicinarsi alla nostra famiglia attraverso il campo estivo per quella fascia d'età: la Route (dall'inglese percorso, via, cammino), e che route. Camminavamo sulle orme di san Francesco, da La Verna ad Assisi, con 22 ragazzi di età compresa 16/21 anni,  con - prima volta nella storia del nostro gruppo - un bambino di 2 anni (il figlio di Ilaria) al seguito”.

“Il Signore lungo quelle strade ci ha colmati di difficoltà e di gioie e ci ha permesso di metterci a nudo. Li, abbiamo conosciuto Carmelo, non il ragazzo timido e introverso che ogni tanto veniva in parrocchia quando non era nel seminario di Molfetta, ma un uomo che aveva voglia di camminare, di ascoltare i ragazzi, di provare a cucinare con la gavetta sul fuoco, un ragazzo che sia a noi capi che ai ragazzi testimoniava il suo voler essere, come dice San Paolo, "instancabile servitore di Cristo" (Gal. 1,10)”.

“Lì è nato il suo grande amore per lo scoutismo e il suo volersi sperimentare come capo scout e domani speriamo anche come assistente con tutte le fasce d'età della nostra associazion”e.

“Non vi racconto altro. Preferisco raccontarvi il resto con qualche foto che invierò alla vostra redazione (e che portalecce pubblica ndr). Voglio semplificarvi e riassumervi chi è Carmelo con una strofa di una canzone cara a noi scout, Scouting for boys. Carmelo è un uomo, un sacerdote con ‘...La testa nel cielo, è vero, ma il camminare ti entra da terra

e pronti a partire, rischiare la strada, i fiori più belli non son quelli di serra.’".

 

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