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Una significativa considerazione di Papa Francesco, nell’enciclica Fratelli tutti, rileva che una “società malata mira a costruirsi voltando le spalle al dolore” (n. 659): è di grande interesse, pertanto, riflettere su quest’analisi, utile per il benessere individuale e collettivo.

 

 

C’è, evidentemente, una dimensione sociale che riguarda ogni cittadino, chiamato a scegliere tra disinteresse per il prossimo e impegno di sviluppare la fratellanza, facendosi carico delle difficoltà e delle sofferenze degli altri e costruendo relazioni sociali protese verso il bene di tutti.

Proprio sull’esempio del “buon Samaritano” protagonista della nota parabola evangelica ed esplicitamente citato dal Papa, che, menzionando San Tommaso, commenta ampiamente l’impegno solidale del protagonista dell’episodio proposto da Gesù, spiegando che l’amore sociale è una “forza capace di suscitare nuove vie per affrontare i problemi del mondo d’oggi e per rinnovare dall’interno strutture, organizzazioni sociali, ordinamenti giuridici” (n. 183).

Si tratta di costruire quotidianamente la società, facendo riferimento, nell’agire con tutti e con ogni uomo, alla comune origine di creature volute da Dio stesso con uguali diritti, doveri e dignità.

In tale contesto, Francesco sottolinea che il valore della fratellanza sviluppa pure modelli di proposta politica che eludono le contrapposizioni e sostengono la costruzione di un mondo basato sulla riconciliazione e il sostegno dei diritti di ogni cittadino, a cominciare dagli ultimi.

E, gettando “artigianalmente” ponti verso tutti, portano la pace autentica.

 

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