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Nato a Lecce, l’8 settembre 1835 dall’avv. Nicola De Simone di Trani e dalla leccese Raffaella Musci, Luigi Giuseppe De Simone fu educato nel locale collegio dei Gesuiti, per poi laurearsi in giurisprudenza presso la Corte suprema di giustizia di Napoli il 16 maggio 1860. Morì ad Arnesano il 23 agosto 1902.

 

 

 

De Simone, famoso magistrato-umanista che immise il Salento e la sua civiltà nei grandi circuiti della cultura europea, pur svolgendo al più alto livello il suo delicato ruolo di magistrato in numerose sedi giudiziarie italiane, setacciò, con accuratezza e strumenti critici, i più diversi campi della civiltà salentina, dalla sfinge messapica al grecismo, dalla storia medioevale a quella del risorgimento, dai dialetti al folklore, al diritto consuetudinario, alla toponomastica, alla letteratura, e così via.

“Lecce e i suoi monumenti descritti e illustrati”, apparsa nel 1874, è l’opera che in un certo senso compendia il variegato universo storico-erudito del giudice-umanista: una specie di guida alle vie di Lecce, ma in realtà un notevole zibaldone di cose leccesi e salentine utilizzato tuttora con profitto sia dallo studioso incallito come da quello di primo pelo.

Ad ogni conto, secondo quanto diceva il De Gubernatis, De Simone era giunto a conoscere la sua provincia quanto la propria casa, siccome trovò il tempo, oltre che sedere il tribunale per esplorare archivi e biblioteche, per dirigere scavi archeologici (per esempio Rudiae), per raccogliere vasi, iscrizioni, pergamene, documenti, codici, e cimeli d’ogni tipo che riunì nella sua villetta di Sant’Antonio in Arnesano.

La sua fama aveva valicato ben presto i confini del Salento nativo divenendo europea e procurandogli la stima e il rispetto di storici coevi, tra cui Croce, Vannucci, Capasso, De Gubernatis, Castromediano e De Giorgi (a Lecce).

De Simone pubblicò sempre a proprie spese, altri titoli come “Archivio di documenti intorno la storia di Terra d’Otranto, e delle origini dei popoli di Terra d’Otranto”; “Gli studi storici in Terra d’Otranto” (1888); “Archivio di documenti intorno la storia di Terra d’Otranto” (1876), e molti altri, anche postumi, come “Il Castello di Lecce” pubblicato dal Vacca in “Rinascenza Salentina” (1937).

Uscirono a puntate altre sue opere tra cui “La vita della Terra d’Otranto” ristampato a Lecce nel 1996 dalle Edizioni del Grifo a cura di Michele Paone.

Fu un uomo giusto e generoso, ma dal carattere spigoloso ed intransigente che lo spingeva, inevitabilmente, all’isolamento.

 

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