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Martedì 6 novembre, presso la cattedrale di Piazza Duomo, nel giorno in cui la Chiesa di Lecce celebra l'anniversario della Dedicazione della cattedrale anche Angelo Rizzo della Parrocchia di Sant’Antonio in San Cesario di Lecce sarà ordinato diacono davanti alla comunità leccese. Conosciamolo meglio.

Chi è Angelo:

Ho 24 anni e provengo da San Cesario di Lecce. Dopo un lungo cammino di discernimento vocazionale durato poco più di dieci anni, dapprima presso il Seminario minore di Lecce per poi passare presso il Pontificio Seminario Regionale di Molfetta (Ba), ora continuo ad approfondire i miei studi con  la licenza in Teologia Morale presso la Pontifica Accademia Alfonsiana di Roma.

Guardando al passato: Cosa ti ha spinto a entrare in seminario e in che modo avverti la chiamata del Signore?

L'inizio del mio cammino di discernimento lo devo ad un santo prete e parroco, don Giuseppe Tondo, ora nella gloria di Dio. La sua testimonianza di uomo e pastore innamorato di Cristo mi ha affascinato fin da subito: la sua vita tutta dedita a Dio e ai fratelli e la gioia che sapeva destare in coloro che lo incrociavano, tutto questo mi ha attratto fin dai tempi della fanciullezza. La sua bella testimonianza ha infiammato il mio cuore e, ne sono certo, Dio m'ha parlato tramite la sua vita sacerdotale. Da lì una strana inquietudine che mi portava a dire "Signore, anche io vorrei essere come lui!"; e in tutti questi anni di discernimento, questa iniziale inquietudine ho poi scoperto essere un sogno condiviso da me e da Dio. E la gioia che provo nel cuore, nonostante le piccole e grandi difficoltà quotidiane, è prova che questa strada che percorro è già stata tracciata da Dio per me.

Quando hai ricevuto la chiamata di Dio?

Se dovessi individuare un giorno in cui Dio mi ha chiamato, non riuscirei ad individuarlo: il Signore m'ha parlato e continua a parlarmi tramite le persone incontrate, le esperienze vissute e le tante storie ascoltate. E in tutti questi anni di formazione ho scoperto come lo stare in mezzo alla gente, il custodire le gioie e le ansie di ogni uomo incrociato, il parlare a Dio e di Dio è ciò che mi procura grande gioia e ciò per cui liberamente sento di voler spendere tutta la mia vita. Davvero sto gustando  la bellezza di amare Dio in ogni persona che egli stesso mi pone accanto. E tutto questo lo sento mio.

Vocazione: hai affrontato 11 anni di esperienza in seminario, come l'hai vissuta e cosa ti ha aiutato a discernere?

Undici anni di seminario non sono stati pochi ma non ne rimpiango nemmeno uno. Ho avuto formatori eccellenti, sacerdoti di cui nutro grande stima ed affetto. E, accanto a loro, compagni di viaggio speciali, fratelli che non ho scelto ma mi sono stati donati dalla provvidenza. Anni speciali in cui si è manifestata la grazia e la misericordia divina. Il Seminario per me è stato un ambiente che mi ha permesso di crescere e maturare come uomo e cristiano, conoscendomi e conoscendo Dio in me. In ogni caduta e difficoltà non mi sono sentito mai solo ma ho sempre sperimentato la bellezza di essere chiesa. Certamente la fiducia della mia famiglia, la bella testimonianza dei sacerdoti formatori e l'affetto dei miei amici mi hanno aiutato a cogliere in modo graduale e autentico i segni della vocazione sacerdotale.

Martedì sarai ordinato diacono, uno dei segni più distintivi di tale ministero è l'annuncio del Vangelo: Come immagini questa responsabilità e cosa significa per te annunciarlo nei nostri giorni?

Affermava San Francesco la necessità di annunciare sempre il Vangelo e, se fosse il caso, anche con le parole. Questo sarà il programma del mio futuro ministero diaconale. Impegnarmi a parlare di Gesù con una buona condotta di vita, una santa perseveranza ed un affidamento totale al mio Signore e mio Dio; Egli, nonostante le mie fragilità, si è degnato di chiamarmi a questo grande compito. Lui ha fiducia in me: questa è la mia unica forza. Oggi come oggi la gente è stufa di vedere preti tristi, insoddisfatti, egoisti. Il mio desiderio è di non perdere mai nessuno di coloro che il Signore stesso vorrà affidarmi, portandoli sempre nella mia preghiera e spendendomi senza riserve. Ma rimetto tutto nelle mani di Dio poiché i nostri soli propositi sono insufficienti.

Nel clima dei preparativi a questa ultima tappa del tuo cammino verso il sacerdozio sei emozionato? Cosa senti nel tuo cuore in questo momento?

In questi giorni una serie di emozioni e sentimenti invadono il mio cuore: la gioia nel vedere realizzato questo stupendo sogno, l'ansia e la paura di non essere all'altezza, l'affidamento totale nelle mani di Dio, la serenità che nasce dalla fiducia che Dio ha in me. Ma in tutto questo la gioia ha la meglio: sento davvero che il Signore è con me e se ho Lui non ho da temere nulla. Cammino spedito verso la prossima tappa di martedì 6 novembre, certo che se Dio mi ha chiamato, sarà Lui stesso a sostenermi nei momenti lieti come in quelli tristi, che certamente non mancheranno. Chiedo a tutti voi la grazia di accompagnarmi con la vostra preghiera.

 

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