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Mentre si registra ancora un record negativo per la natalità, come certificato dall’Istat nel report “Natalità e fecondità della popolazione residente”, i nati scendono a 400.249, facendo registrare un calo dell’1,1% sull’anno precedente.

 

 

 

Siamo un Paese invecchiato. Un popolo che si avvia, a tappe forzate, ad avere meno di 400mila nati all’anno a fronte di oltre 700mila decessi. La denatalità è causata anche dal fenomeno del rinvio della maternità, che si accentua di anno in anno. Rispetto al 1995 l’età media al parto aumenta di oltre due anni, arrivando a 32,2 nel 2020.

Sempre meno bambini, dunque, nonostante gli aiuti per famiglie in difficoltà economica sono di vario genere: ci sono le due social card-carta acquisti, il Fondo di solidarietà sospensione mutuo, il Fondo mutui giovani coppie, il Sostegno all'affitto, i bonus bebè, il bonus gas, il bonus acqua ed il bonus elettricità, gli assegni familiari, ma bisogna avere i documenti e la capacità di fare fronte ad un iter burocratico necessario e non sempre facile.

La mancanza del lavoro, l’assenza di fiducia nel futuro e la mancanza in Italia della cultura della paternità, di cui si discute ancora molto poco, contribuiscono a questo triste fenomeno. Da una parte un lavoro che non c’è e se c’è è precario, dall’altro lle donne dovrebbero avere più garanzie e non perdere il posto se decidono di avere un figlio.

E poi ci sono le povertà assolute come la storia dei giovani genitori Sabrina e Michael che dopo aver perso il lavoro vivono in una tenda vicina alla stazione di San Donato (Milano).

Sabrina, 23 anni, originaria di Cagliari e da pochi giorni mamma. O meglio non più, dopo aver deciso di lasciare il proprio bambino appena nato nell’ospedale di Melegnano (Milano). Il piccolo, venuto al mondo prematuro, è nato il 2 dicembre. E, al trascorrere dei dieci giorni previsti per legge, non è stato riconosciuto dai genitori. La storia è riportata da Il Giorno. Vivono in strada, al freddo. Sono tornati in Italia, senza documenti, dopo un lungo periodo in Germania. “Abbiamo dormito con meno 19 gradi in Germania, al gelo. Riusciremo a resistere a Milano”. Nel Nord Europa il giovane faceva il pizzaiolo, ma ha perso il lavoro ed è finito ai margini. Amsterdam, Chiasso, Milano. Sempre insieme a Sabrina: la loro casa è dentro una tenda, vicino alla stazione di San Donato. All’aperto, esposta a pericoli e rischi di ogni genere.

E ci si chiede come è possibile ancora oggi vedere e assistere a situazioni di questo genere.

Si stanno sprecando in questi giorni fiumi di parole sulla vicenda per il senso di tristezza e ingiustizia che trasmette: Emarginazione e abbondono. È intervenuta infatti anche la ministra Roccella: sappiamo che sono tante le Sabrina che rinunciano alla maternità per ragioni economiche».

Abbiamo necessità di tutelare la vita e di tutelare le donne che mettono al mondo consapevolmente dei figli.

E che questi non siano solo argomenti di battaglie elettorali, ma diventino poi aiuti concreti per le famiglie in difficoltà.

 

Forum Famiglie Puglia