Tra le tante testimonianze sul rifiorire nel Seicento del culto di Sant’Oronzo in Terra d’Otranto, sono particolarmente espressivi e importanti i testi incisi sulla colonna del Santo (VEDI GALLERY SOTTO), sita nell’antica piazza centrale leccese.
Un giorno, la messa del vescovo Alberto Costa (1929-1950) era terminata da poco, nella cappella del primo piano a palazzo dell’episcopio di Lecce.
È stata scritta nei giorni scorsi un'altra bellissima pagina nella storia del culto oronziano. L'arcivescovo di Milano, mons. Mario Enrico Delpini, ha infatti visitato la città di Turi, rendendo omaggio a Sant'Oronzo.
L’incisivo e fervido sviluppo della devozione a Sant’Oronzo, unitamente agli altri due Santi Giusto e Fortunato, intorno alla metà del Seicento si attribuisce comunemente alla liberazione dalla peste che in tale periodo imperversava nel Regno di Napoli e al notevole e vigoroso impulso propugnato dal vescovo Luigi Pappacoda.
L’intensa devozione a Sant’Oronzo, patrono della città e della provincia di Lecce, registra una serie di vicende storiche molto dibattute, riguardanti le fonti, la vita, il ministero episcopale, il patrocinio, la diffusione della venerazione, i riferimenti culturali…
Sono terminati a Lecce i lavori di restauro conservativo della colonna di Piazza Sant’Oronzo.